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La tecnica di Gann funziona?
Prove, critiche e cosa resta in piedi

L’articolo del 1909, i test empirici moderni, le critiche di Elder e degli scettici, il problema della scala: un bilancio onesto, senza marketing e senza crociate.

La domanda giusta

“La tecnica di Gann funziona?” è una domanda mal posta, perché “la tecnica di Gann” non è una cosa sola: è un insieme di strumenti geometrici (angoli, quadrati, Square of Nine), un impianto ciclico-temporale, un filone astronomico e un blocco di regole di money management. Alcune di queste parti si possono testare. Altre no. Rispondere seriamente significa separarle.

Le prove a favore

Il documento più forte resta l’articolo del Ticker del 1909: 286 operazioni osservate da un incaricato della rivista di Richard Wyckoff, 92% di trade vincenti, la previsione del grano a 1,20$ centrata nell’ultima ora dell’ultimo giorno. È una testimonianza terza, d’epoca, pubblicata da una fonte rispettata — ma è un singolo mese di osservazione, mai replicato da un audit.

Sul piano empirico moderno, un preprint del 2026 su SSRN (“Do Gann Angles Work?”) ha testato in modo pre-registrato il comportamento dei livelli derivati dagli angoli sull’E-mini S&P 500 con dati a un minuto su quasi 2.500 sedute: risultati misti ma non liquidabili — tre ipotesi su quattro supportate e un effetto significativo sui contatti dell’angolo 1×1, mentre la gerarchia degli angoli secondari non ha retto al test. Un solo studio, non peer-reviewed: interessante, non conclusivo.

Le critiche serie

Le obiezioni forti sono tre, e vanno conosciute. Primo: gli angoli dipendono dalla scala del grafico — cambiando il rapporto prezzo/tempo cambia dove passa l’1×1, il che rende molte applicazioni arbitrarie e non replicabili. Secondo: non esiste un track record auditato di Gann; le percentuali “85-90%” che circolano sono auto-riferite o promozionali. Terzo: la testimonianza di Alexander Elder — il figlio di Gann gli avrebbe detto che il padre viveva di corsi, non di trading, e lasciò circa 100.000$ — che però è a sua volta un aneddoto riferito, senza documenti.

Il vero discrimine: la scala

Ed è qui che la questione diventa tecnica invece che ideologica. La critica della scalatura è corretta contro l’uso ingenuo degli angoli: tracciare un ventaglio a caso su un grafico auto-scalato non significa nulla. Ma il metodo di Gann prevede l’opposto: una scala dichiarata (la price unit), un punto di partenza motivato, una metrica coerente. Quando la scala è fissata prima, l’angolo diventa un’ipotesi falsificabile: o il mercato la rispetta o no, e lo si vede barra per barra. La differenza tra chi “disegna righe” e chi lavora con metodo sta tutta qui — ed è esattamente il motivo per cui i nostri indicatori calcolano ogni livello dalla formula, con scala esplicita, invece di disegnarlo a mano.

Cosa resta in piedi

Tre cose, a nostro giudizio. Le regole operative (le 24/28): puro money management, valido oggi come nel 1949. Il metodo di misura: trattare tempo e prezzo come grandezze commensurabili produce livelli e date verificabili in anticipo — chiunque può controllare se un setup cade dove previsto. La disciplina di studio: Gann pretendeva anni di grafici fatti a mano prima di operare. Quello che invece va lasciato alla leggenda: le percentuali miracolose, i 50 milioni, l’idea che esista una formula segreta che vince sempre.

Il nostro approccio è dichiarato: pubblichiamo analisi con date e livelli verificabili, prima che i fatti accadano. Giudicate dai risultati, non dalle promesse.

Domande frequenti

Ancora dubbi? Giusto così.

Perché tanti professionisti la criticano?

Perché l’uso ingenuo è indifendibile: angoli senza scala, numeri magici, percentuali promozionali. La critica colpisce nel segno contro quello — meno contro un uso con scala dichiarata e verifiche.

Esistono test scientifici?

Pochi e recenti: un preprint del 2026 su SSRN (E-mini S&P, dati a 1 minuto) dà risultati misti ma non liquidabili sull’angolo 1×1. Nessuno studio peer-reviewed di rilievo, in entrambe le direzioni.

Posso verificare da solo?

Sì, ed è l’unico approccio che consigliamo: date e livelli calcolati prima, riscontro poi. Le nostre analisi pubbliche esistono per questo.

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Analisi pubbliche

Date e livelli dichiarati in anticipo, poi verificati.

Le 28 regole

La parte del metodo che nessuno contesta.

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